Ore 8 del mattino dopo Pasquetta. Mi fermo un po' anche prima di iniziare davvero. Tutto si muove, cammina, procede, diviene. Guardo l'orizzonte scuro di pioggia promessa per oggi. Rumori di gomme d'auto e motori. Corriamo fieri del nostro agire. Scriviamo il libro del tempo che non si cancella, firmiamo pagine e pagine di atti per lo più semplici e quotidiani. Lavarci, dormire, mangiare, buttare la spazzatura, per non dire di altri anche meno "nobili". Poi vociamo, chiassiamo, e appunto corriamo. Ma anche costruiamo, amiamo, scegliamo. Abbiamo un tesoro dentro da custodire e investire nel tempo che scorre. La pioggia è ancora lì. I 10 minuti in solitudine per il pensiero di avvio di giornata sono quasi passati. Ora vado, mi prometto di ascoltarmi dentro.