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Visualizzazione dei post da luglio, 2020

Lo spartito - 21 Luglio 2020

Ieri mio cugino Sandro musicista mi confidava che un giorno stava suonando a orecchio, ricordando un brano musicale, mentre lo ascoltava un orchestrale della Fenice. L'orchestrale alla fine gli ha confidato di invidiarlo. Perché lui, l'orchestrale, sapeva suonare solo di fronte a uno spartito. Mio cugino no, aveva capito come fa la musica. "È sempre lo stesso giro di melodie, basta averne imparati un po' e si suona facile". E pensavo dicendogli: "ma il bello è inventare una musica, una nuova, fantasiosa, emozionante!". Gli occhi si sono illuminati. Diceva che quando si fa così si è in un altro piano. Mi chiedo la vita mia com'è, come suono. Con lo spartito, ad orecchio, o inventando?

Una città sul mare - 14 Luglio 2020

Non  ho mai potuto abbandonare la riva. Il fondo dell'acqua conserva il mistero di quello che non si vede e si può solo immaginare. Tutti sulla riva, tutti a terra ma a guardare là, forse desiderare di buttarsi, di sentirsi accolti dalle onde dove non tocchi coi piedi, dove voli come un bimbo. Ondine piccole del vento, oppure cattive e schiumose di freddo e spruzzi come sputi. Olio nelle giornate calme, sera al tramonto come una tavola infinita di desideri lontani e ricordi di paesi con lucine piccole a puntini della riva di là, come un presepe di un artigiano bizzarro che ha messo un mare davanti alle montagne. Io non so riflettere davanti a questi pali che escono dall'acqua. Bagnati sulle gambe. Casette di  conchiglie e ghanchietti silenziosi, un mondo in miniatura che per noi non conta, presi da cose da grandi e da teorie astruse e spesso inutili, tanto la vita vive da sé e non si accorge. Un gelato, voci scintillano di bambini sorpresi, eccitati dal vento asciutto di stase...

Fermarsi - 6 Luglio 2020

Mi fermo. I colori del tramonto sulle strade del ritorno a casa portano nostalgia della sera. Rumori dell'aperto. Un po' di vento sulle braccia. Voci di bimbi dalle case. Onde piccole sul mare bruno e stufo del giorno caldo, che ora sta sereno e calmo e vuoto e solo, che culla lontane navi immobili, come pigre vacche che dormono svogliate sul prato. Cose compulsive del giorno che va, ancora ronzano nella mia testa e fanno ombra ai sogni nascosti. Amici e cari della famiglia si confondono con le gru impettite all'orizzonte. Il trenino dei turisti si riempie di curiosi in attesa del finto fischio e della campana. Respiro. Mi fermo. Oggi ho solo ascoltato un groviglio di ipotesi e logiche. Ora vorrei solo essere in groppa a un drago volante che corre e va lontano lontano e non si ferma.