Malati di consumismo: come guarire?

Dice stasera papa Francesco: siamo malati di consumismo.
Ci credo. O forse più genericamente malati di noi.
Il mondo fuori di me non è me. Perché quindi fare qualcosa? Lo vedo come un dovere. Perché ancora pensieri e rotture di scatole? Uff...ancora rogne problemi e doveri?

Il sole fa il suo lavoro. Non sa fare altro. Lo fa dall'inizio perché è la sua natura e sarà lì anche domani e così fino alla fine. È affidabile. Fino alla fine.

Noi invece facciamo confusione. Un giorno buoni, un giorno in vacanza, un giorno stanchi, un giorno impegnati ma l'altro scettici. Un giorno amiamo, l'altro no.

C'è molta incertezza, molte cose, troppo forte gira la nostra vita. Io non riesco a stare a pensare più di 10 minuti. Mi sembra di buttare via il tempo. Devo fare, risolvere, guardare ascoltare, parlare, mangiare, camminare, comprare, viaggiare.

Tutto corre e cambia e i giorni vanno come i ticchettìi regolari di un orologio che non si ferma.

Ma cosa resta? Mi giro indietro e faccio il conto. Cosa sono serviti i tre giorni appena passati? Appena a farmi stare in vita. Forse a costruire qualcosa attorno a me. Forse. Spero.

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