Il mare aspetta - 30 Giugno 2020
Sera. Ultime gocce di Giugno.
Il mare è là a duecento metri che lo vedo. Potevo abbracciarlo e fare l'amore. Ma è sera ancora e mi sfugge.
L'azzurro scuro si cala lento e lo prende.
Cose che ho fatto oggi.
Cose pensate, oggi.
Sera. Stanco come una batteria scarica.
Il macinino della testa si inceppa. L'occhio fisso, sperso lì su un punto a caso. Non si stacca.
La voglia di fare del mattino tutta consumata, spalmata sulle decine di minuti della giornata, il barattolo improvvisamente vuoto.
Parole, immagini, rumori, piatti, scarpe e scale. E scale e chiavi e parole e pedali e laguna umida e placida sulla riva della piazza e ritorno a casa.
Dove sei, Roberto? Oggi cosa resta nei ricordi? Poco. Alcune voci amiche, alcune buone idee ma nessuna oasi verde oltre la mia casa. Non ho ascoltato musica. Non ho mandato un pensiero a chi amo (eccolo, è qui nella parentesi che si chiude). Un bicchierino di liquore al limone, e poi solo l'occasione per una nuova notte al cinema dei sogni, chissà in compagnia di chi.
Sera. Mare piatto. Buio fuori. Silenzio dentro.
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