La stanza di sopra - 28 Giugno 2020
La stanza di sopra è quella dell'episodio del profeta Eliseo raccontato nella bibbia al secondo libro dei Re e che ho sentito leggere oggi durante la celebrazione e che riporto in fondo.
E' la stanza dove mi ritiro a pensare.
Sono sempre più preso, distratto, impegnato su mille cose.
E' la stanza dove mi ritiro a pensare.
Sono sempre più preso, distratto, impegnato su mille cose.
Tutte giuste, necessarie. Non vedo più lontano. Solo cose. Ed ecco che oggi costruisco una stanza di sopra, dove potermi ritirare a sentire. La stanza più alta della casa, con finestre che danno sull'orizzonte, che dai piani di sotto non si vede, perché sono più bassi e freme l'attività quotidiana e si butta l'occhio fuori solo per controllare chi passa, se tutto va bene, se piove o è sole.
E' la stanza silenziosa dove non impiego in modo efficiente il mio tempo. Dove non colleziono soldi, dove non spunto attività nella lista delle cose da fare.
E' come la stanza di un profeta che ascolta la voce del silenzio che ha dentro. Quella che gli suggerisce dove lo porteranno i suoi sandali il giorno dopo. Dove si ferma e, raccolto un po 'di buon senso, medita. Si dice di nuovo a sé stesso le cose che gli ricostruiscono la fiducia verso sé, negli altri e nel domani. Dove riposa e sogna nella notte. E così domani potrà sentirsi lucido, avrà di nuovo forze fresche per ricordarsi anche nella confusione chi è lui, e amare anche nelle difficoltà.
"La stanza di sopra" è una raccolta di pensieri da quella stanza, qualcosa dal mio cuore, con tanta sincerità. Un uovo fresco. Un bicchiere di acqua naturale. Un pane messo da parte per i giorni a venire.
Sono per natura poco costante. Oggi inizio questa avventura. Magari domani finisce, ma forse no. Sono anche un po' pigro, e per ridere un po' riporto qui sotto una battuta sulla pigrizia, un cartello trovato da qualche parte:
I SINTOMI DELLA PIGRIZIA:
1)
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Dal secondo libro dei Re (2Re 4,8-11.14-16)
Dal secondo libro dei Re (2Re 4,8-11.14-16)
Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c’era un’illustre donna, che lo trattenne a mangiare. In seguito, tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei.
Ella disse al marito: «Io so che è un uomo di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi. Facciamo una piccola stanza superiore, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e un candeliere; così, venendo da noi, vi si potrà ritirare».
Un giorno che passò di lì, si ritirò nella stanza superiore e si coricò. Eliseo disse [a Giezi, suo servo]: «Che cosa si può fare per lei?». Giezi disse: «Purtroppo lei non ha un figlio e suo marito è vecchio». Eliseo disse: «Chiamala!». La chiamò; ella si fermò sulla porta. Allora disse: «L’anno prossimo, in questa stessa stagione, tu stringerai un figlio fra le tue braccia».
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