Dove siamo giunti?
Vedo sempre più persone disincantate. Sommerse da mille cose difficili. Che non sorridono più di gusto.
Eppure stupirsi di un fatto bello o brutto, sorridere per una gioia semplice o piangere per una perdita ci fanno sentire vivi, ci fanno essere qui.
Io è tanto che non piango. Vuol dire forse che non ci sono cose davvero brutte. Ma anche che non perdo nulla. E forse che perdo ma non me ne accorgo e non me ne curo. Solo rassegnato?
No. A volte mi nasce dentro come una vita nuova, il ricordo di epoche passate in cui questo grigio non c'era. Si andava tra la gente non pensando che tutti mi vogliano fregare, non essendo diffidenti. Si vedevano visi anche sereni, ingenui, o sofferenti, ma non spenti come oggi.
E a volte sento come una forza antica che mi fa stare bene, la nostalgia di cantare tutti attorno a un fuoco o giocare in una piazza prendendosi gioco scherzosamente, o aiutando qualcuno in difficoltà e sentendo la sua gratitudine che ti infiamma dentro e ti commuove. Salutare contenti il salumiere o il panettiere, dire qualche frase simpatica per aprire la chiacchierata anche se non te l'ha chiesto, e quando esco sto bene e immagino anche lui. Cose semplici, ma che mi rimettono in moto l'anima, di cui sento tanto la mancanza.
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