L'ovvio

Il mio tempo gira intorno ai gesti ovvi. Ai pensieri ovvi.
Le cose di ogni giorno sono quasi tutte ovvie. Mangiare, lavorare, parlare con le persone. Istintive, dovute, inevitabili. Come quando vai in auto: puoi andare dappertutto (solo sulle strade, s'intende!).
Il tempo è poco popolato di cose non ovvie.
Suonare il campanello a un amico che non ti attendeva.
Passeggiare lungo i margini di un campo.
Dire a una persona che mi sento uomo solo quando intrattengo relazioni positive, costruttive, anche allegre e divertenti con altri uomini e donne.
Progettare e desiderare un miglioramento di me.
Dare la parola a qualcuno che incrocio per caso in ascensore, il barista da cui l'ovvio è solo che mi faccia il mio caffè e che mi faccia pagare in fretta.
Dire una cosa speciale a Dio, ringraziarlo per aver pensato a me e a questa inimmaginabile avventura del mondo. O arrabbiarsi con lui per una cosa che non riesco proprio a capire.
Desiderare e vedere come fare per occuparsi di altri, delle loro vite, dei loro caso difficili.

Domani arriva. Ovvio.

Grazie a tutti voi che siete non ovvi. Siete l'imprevisto che mi risveglia l'anima.

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